CASSAZIONE: Fondi agli atenei, aumenta il merito (Il Sole 24 Ore)

IL SOLE 24 ORE

Università. La bozza di decreto sui finanziamenti 2016: 6,9 miliardi di cui 3 miliardi distribuiti in base ai risultati e costi standard
Fondi agli atenei, aumenta il merito

Sab. 7 – Arrivano i fondi per il 2016 per gli atenei. Il Miur mette sul piatto 6,921 miliardi – praticamente le stesse risorse del 2015 – e nel decreto di riparto del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo)inviato ieri ai rettori della Crui e al Cun – il Consiglio universitario nazionale – per i pareri di rito inserisce delle novità. Trovano subito spazio alcune delle attese misure previste dal Pnr,il Piano nazionale della ricerca, varato dal Cipe nei giorni scorsi (2,5 miliardi in 3anni): il provvedimento infatti prevede che almeno il 60% dei 135 milioni destinati a finanziare le borse post lauream sia riservato al lancio dei «dottorati innovativi» previsti dal Pnr per favorire il dialogo tra mondo accademico e produttivo. Ma il decreto sul Ffo 2016 fa crescere anche la quota di fondi che sono distribuiti in base ai risultati e alle performance dei singoli atenei che sale a 3 miliardi (erano 2,6 nel 2015) sui 6,9 totali.
In particolare aumenta il peso del costo standard – il “prezzo giusto” per ogni ateneo calcolato attraverso il numero degli studenti in corso e quello delle cattedre presenti – che quest’anno passa dal 25 al 30% (1,4 miliardi) dei 4,58 miliardi di quota base distribuita in base alla spesa storica. Ma cresce anche la cosiddetta quota premiale distribuita in base ai risultati nella ricerca e nella didattica che passa da 1,385 miliardi del 2015 a 1,6 miliardi di quest’anno. Anche se in quest’ultima cifra rientrano anche i fondi destinati ai cosiddetti interventi “perequativi” necessari per non penalizzare troppo alcuni atenei: la bozza di decreto prevede infatti che ogni università non perda più del 2,5% della quota che le era stata assegnata nel 2015 (era il 2% nel 2015). Quest’anno nel Dm di riparto non compaiono però i criteri con cui dividere la torta della quota premiale: sarà un successivo decreto a farlo anche in base al nuovo round di valutazione della qualità della ricerca che l’Anvur sta per completare nelle prossime settimane.
Non è tutto. Il ministro dell’Istruzione, università e ricerca Stefania Giannini ha deciso di aiutare gli atenei nella pianificazione indicando subito alcune novità di peso in un altro decreto – inviato ai rettori insieme a quello del Ffo – che riguarda la programmazione del sistema universitario 2016-2018. Per favorire l’autonomia degli atenei dal 2017 si interviene proprio sui criteri con cui si mettono a punto le “pagelle” che decidono la distribuzione – spesso contestata – dell’ambita quota premiale. Per rimettere un po’ in gioco il sistema e non premiare sempre gli atenei più forti nella ricerca ci sarà un nuovo meccanismo che distribuirà il 20% della quota premiale consentendo a ogni università di scegliere autonomamente 2 indicatori su cui essere valutati scelti da un paniere indicato dal Miur. Di ciascun indicatore saranno considerati sia il valore nell’anno di riferimento (peso 3/5) che il miglioramento rispetto all’anno precedente (peso 2/5). Il decreto sulla programmazione prevede anche maggiore flessibilità sull’offerta formativa per un numero limitato di corsi (al massimo il 10%) e semplifica le possibilità di reclutamento dei vincitori di programmi Erc (i più prestigiosi a livello europeo) che potranno essere chiamati sia come ricercatori che come professori universitari. Marzio Bartoloni

Foto del profilo di Andrea Gentile

andrea-gentile