CORRIERE ECONOMIA
E continua la guerra con i notai
Lun.20 – Il rischio esiste. Il parere negativo della Commissione Giustizia sul disegno di legge sulla concorrenza potrebbe smontare il testo che da mesi è al centro di polemiche tra varie categorie professionali.
«Ci sono luci e ombre nel parere approvato – afferma Mirella Casiello, presidente dell’Oua, l’Organismo unitario dell’avvocatura-.
Siamo soddisfatti per il parziale accoglimento delle nostre osservazioni sull’articolo 4 bis che prevede la possibilità di ingresso dei soci di solo capitale negli studi legali. L’Oua sulla base delle decisioni degli Stati generali dell’Avvocatura e delle mozioni del Congresso forense, in una audizione ha chiesto lo stralcio dell’articolo 4 bis, e non solo, indicazioni che sono state in parte recepite. La Commissione nel parere propone, infatti, di introdurre la materia in una delega al governo, tenuto conto di un principio fondamentale per la professione forense: la tutela del diritto di difesa del proprio cliente, ma anche della vigente legge professionale».
Positivi secondo l’Oua anche gli interventi relativi all’Rc auto. «Il nostro auspicio – continua Casiello – è che questa impostazione permanga nel successivo iter del provvedimento».
Di ben altro umore sono invece i commenti in merito al potenziale dietrofront sul tema immobiliare. La Commissione Giustizia infatti potrebbe azzerare la scelta del governo di sottrarre ai notai l’esclusiva in merito alla compravendita degli immobili. «La Commissione ha ceduto alle pressioni dei notai, si chiede, infatti, la cancellazione dell’articolo che prevede l’estensione agli avvocati delle autentiche per il trasferimento degli immobili sotto i 100mila euro. Un’occasione persa per dare la libertà di scelta ai cittadini e rendere più competitivo il settore – continua Casiello -.
Lo stralcio dell’articolo sulla società di capitali, ma anche le novità sull’Rc auto sono una piccola battaglia vinta, ma con un forte valore politico e simbolico. Però non bastano: bisogna continuare a tenere alta l’attenzione e la pressione affinché il Parlamento non eluda, e quindi, stravolga questa indicazione della Commissione da cui dipende l’effettiva tutela dei diritti e il futuro dei nostri studi legali. Ora dobbiamo lavorare per modificare gli altri aspetti negativi del provvedimento, per esempio le norme sulle autentiche».