ITALIA OGGI
Corte di giustizia europea Cause pendenti +11%
SAB. 19 – Corte europea di giustizia sempre più impegnata e sempre più produttiva. Nel 2015 è stato record storico di cause promosse presso la Corte Ue con sede Lussemburgo e composta da Corte, Tribunale e Tribunale della funzione pubblica. Presso l’Istituzione nel suo complesso sono stati attivati ben 1711 procedimenti, con una produttività altrettanto alta, visto che nello stesso periodo sono state definite ben 1755 cause. E in arrivo c’è l’entrata in vigore della riforma della Corte Ue di giustizia, che prevede non solo il raddoppio del numero dei giudici del Tribunale, attraverso tre tappe che si concluderanno nel 2019 e consentiranno di affrontare al meglio il crescente lavoro. Ma anche un nuovo regolamento di procedura, che ha per obiettivo dichiarato il miglioramento della capacità di trattare le cause entro termini ragionevoli e nel rispetto delle esigenze del giusto processo.
Nel dettaglio, però, i risultati di Corte, Tribunale e Tribunale della funzione pubblica sono molto diversi.
Rimangono i problemi di intasamento per la Corte di giustizia, che ha visto 713 cause promosse nel 2015 con un deciso incremento del 15% rispetto al 2014. Più che raddoppiate le impugnazioni (passate a 215) e molto aumentate anche le domande di pronuncia pregiudiziale (ben 436).
Ma soprattutto in forte aumento il numero di cause pendenti, che ha raggiunto 884 (+11% nell’ultimo anno). Anche la durata media dei procedimenti è in aumento, ed è passata dai 15 mesi del 2014 ai 15,3 mesi del 2015. Unica nota positiva per la Corte la durata media dei ricorsi, che scende a 17,6 mesi. Mentre la Corte rimane ingolfata, il Tribunale ha migliorato la sua efficienza.
Nel 2015 ha definito ben 987 cause, con un aumento del 20% rispetto al 2014. Diminuendo le cause pendenti da 1423 a 1267 (-11%). Stabile l’efficienza del Tribunale della funzione pubblica, che nel 2015 ha definito lo stesso numero di cause del 2014 (152), e che vede in leggero aumento il numero delle cause pendenti (passate da 216 a 231). È possibile consultare il rapporto all’indirizzo internet www.curia.europa.eu. Paolo Bozzacchi