LA REPUBBLICA
Intercettazioni, no del Pd allo sprint
Orlando respinge lo stralcio chiesto dal Ncd: “Siamo agli emendamenti sul processo penale, non si ricomincia tutto da capo”. Un archivio speciale per le conversazioni da tenere riservate, con accesso “cifrato” dei magistrati
Dom.19 – ROMA. Né decreto, né stralcio. Sulle intercettazioni Renzi e Orlando non si piegano alle pressioni di Ncd. Durante i lavori dell`assemblea del Pd il premier dice ai suoi: “Interverremo, ma con i tempi della legge”.
Cioè il ddl sul processo penale ormai in dirittura d`arrivo alla Camera. A Palermo, dove assiste alla commemorazione di Borsellino, il Guardasigilli
Andrea Orlando fa un identico ragionamento: “E che? Siamo già agli emendamenti e vogliamo ricominciare daccapo?”. Respinta al mittente dunque la richiesta del vice ministro della Giustizia, l`alfaniano Enrico Costa, che ancora ieri, su Repubblica, aveva chiesto di-togliere dal processo penale l`articolo 25, quello che dà mandato al governo di riscrivere le regole dell`uso e della conservazione dei tabulati. “Se posso usare il Frecciarossa, perché scelgo un treno locale? Dopo non posso lamentarmi dei tempi lunghi”.
Una metafora, quella di Costa, per sostenere lo stralcio e un provvedimento autonomo sugli ascolti. Più snello e più mirato. Ma il Pd non ci sta. Dice David Ermini, renziano doc e responsabile Giustizia: “Non c`è più spazio né per lo stralcio, né tantomeno per il decreto, per il quale mancherebbero anche i necessari presupposti. Siamo troppo avanti. La prossima settimana immagino che il governo, proprio Costa, darà i pareri
del governo sugli emendamenti in commissione Giustizia, poi si voterà e si andrà in aula il 27 luglio”. A chi gli obietta che si tratta solo del primo passaggio parlamentare e che l`esperienza di questa legislatura dimostra
che, soprattutto sulla giustizia, il Senato fa sistematicamente le pulci alla Camera – vedi il caso della tortura – e rimanda i testi indietro, Ermini annuncia l`iniziativa politica che prenderà in settimana “Sto promuovendo un incontro con i senatori e con la maggioranza per fare il punto sul testo e anche sulla delega per le intercettazioni proprio per blindare al massimo il ddl”.
Ma Ermini per primo sa bene che il ddl sul processo penale 30 articoli che spaziano dalle intercettazioni alle maggiori pene per scippi, furti e rapine – sarà oggetto di decine di emendamenti, proprio com`è avvenuto alla Camera, dove grazie alla regia della relatrice Donatella Ferranti il governo è riuscito a chiudere sul testo che sarà votato la prossima settimana. I contrasti sono dietro l`angolo. Costa, ad esempio, già annuncia
di essere del tutto contrario all`idea di “semplificare” la possibilità
di fare intercettazioni per i reati di corruzione. Un`idea che Orlando sostiene con forza, una norma su cui la Ferranti ha già dato parere favorevole.
Ma che adesso fa dire al viceministro di Ncd: “Se si apre sulle intercettazioni per la pubblica amministrazione allora noi chiediamo che si intervenga anche sui presupposti per chiedere e ottenere la registrazione delle telefonate, per esempio impedendo le cosiddette
intercettazioni a strascico”.
È ben noto che i voti di Ncd sono determinanti al Senato, come prova il caso della legge sulla prescrizione, licenziata alla Camera ma impantanata in commissione a palazzo Madama proprio per via del braccio di ferro tra Pd e Ncd sul raddoppio dei termini per la corruzione. Proposto dalle Ferranti, votato, adesso è il polo della discordia da oltre un mese.
Dice da Palermo il ministro dell`Interno Angelino Alfano che “la legge, prima o poi, sarà approvata”. Ma né Renzi, né Orlando intendono fare strappi alla procedura. Soprattutto perché, dopo la diffusione dei dialoghi
tra Renzi e il generale Adinolfi, il premier non vuole dare l`idea di un intervento “alla Berlusconi”, una legge ad personam, che verrebbe sfruttata da M5S e dalla sinistra radicale per fare polemiche contro di
lui. Soprattutto su un tema scottante come le intercettazioni. Tanto la via sarà ordinaria che Orlando sta pensando di coinvolgere anche i direttori dei giornali per un`ultima consultazione prima di scrivere il testo
della delega. Cosa conterrà quel testo è presto detto. Innanzitutto l`archivio riservato che, come ha spiegato Ferranti, servirà per contenere le registrazioni non necessarie. Quella che Ermini definisce “di contesto”,
utili per inquadrare la vicenda, ma non divulgabili. Un archivio di cui saranno responsabili, con badge d`accesso cifrato, i magistrati. Poi le nuove regole sull`udienza filtro, dove le parti selezionano il materiale,
quando non si procede con gli arresti. Infine le regole più difficili, su cosa e quanto pubblicare delle intercettazioni. Liana Milella