PROCESSO TELEMATICO: Ancora carta al processo (Italia Oggi Sette)

ITALIA OGGI SETTE

Il gap digitale tra avvocatura hi-tech e magistratura old style
Ancora carta al processo
Sulle ordinanze richieste copie di cortesia

Lun.25 – Se per gli avvocati il processo civile telematico è obbligatorio, per i magistrati chiamati a leggere gli atti depositati dagli avvocati non più in cartaceo ma in formato digitale, l’obbligatorietà riguarda solo i depositi telematici dei decreti ingiuntivi. Ed ecco nascere i problemi: capita infatti che la magistratura voglia vedere su carta ciò che ora è costretta a leggere dalla consolle del magistrato a fronte di spiazzati avvocati che hanno già depositato l’atto in via telematica.
Un gap digitale tra un’avvocatura utente IT e una magistratura che ancora non lo è che a oggi produce vere e proprie falle nel sistema del pct. È il caso di decreti e ordinanze con la dicitura in calce «si richiede copia di cortesia», magistrati che a fronte di depositi telematici già fatti, insistono per ricevere dagli avvocati le copie informali e, ancor peggio, esoneri richiesti e accordati dai presidenti di sezione dall’uso del pct. Ma la copia di cortesia non è che uno dei nervi scoperti del pct perchè ci si arrovella un po’ su tutto: dall’estensione dell’obbligatorietà del pct dagli atti endoprocessuali a quelli introduttivi del giudizio prima della quale gli avvocati hanno visto in più di un caso respingere l’atto redatto in via telematica fino alle attestazioni di conformità dell’atto formato su supporto analogico e notificato, con modalità non telematiche, dall’ ufficiale giudiziario.
LA COPIA DI CORTESIA
Come previsto dall’ultima circolare ministeriale dello scorso ottobre, la copia informale non ha alcuna legittimità giuridica e in quanto tale non va inserita nel fascicolo processuale ma ha solo il valore di una «cortesia» che passa dall’avvocato al magistrato per consentire anche la lettura cartacea dell’atto informatico.
Il punto è però un altro, scrive il presidente della Corte d’appello di Roma Luciano Panzani sul sito de il Quotidiano giuridico: «Con il sistema telematico ci vuole più tempo perché il programma prevede sì un format ma vi sono molti spazi da riempire e perché i documenti non hanno indice uniforme e vanno aperti uno per uno. Non c’è modo di sfogliarli, magari in miniatura, come pure alcuni software consentono». Ed ecco come nasce l’idea della copia di cortesia che, rileva il magistrato, «è appunto una cortesia che l’avvocato fa al giudice per aiutarlo nella riconversione informatica. Non può diventare un obbligo come in qualche ufficio si è ritenuto di poter pretendere, argomentando da norme che consentono in casi eccezionali e speciali la trattazione cartacea del processo. In più la copia di cortesia è una copia non autentica, l’originale dell’atto è informatico. Le cancellerie non possono essere obbligate a ricevere e gestire le copie di cortesia che non hanno cittadinanza nel processo».
ATTI INTRODUTTIVI E DEPOSITI TELEMATICI DI ATTI ANALOGICI
In questo caso docet il decreto legge n. 83 del 27 giugno 2015 che ha introdotto «misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria». Il testo ha novellato il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 agli articoli 16 -bis con l’inserimento del comma 1-bis in materia di deposito telematico degli atti introduttivi e ha aggiunto al 19 i commi 10 e 11 sull’attestazione di conformità all’originale dell’atto analogico. Nel primo caso si introduce la facoltà delle parti di depositare telematicamente gli atti introduttivi o di costituzione in giudizio, anche in assenza di decreto emesso ai sensi dell’art. 35 decreto ministeriale n. 44/2011 presso i Tribunali e le Corti d’appello. Prima infatti c’era bisogno di un’autorizzazione della DGSIA ora non più necessaria per depositare gli atti introduttivi. Si ha così la certezza che depositando qualsiasi atto a mezzo pct, non si potrà sicuramente commettere alcun errore e di conseguenza ci si risparmierà una pronuncia di inammissibilità del deposito. Marzia Paolucci

Foto del profilo di Andrea Gentile

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